lunedì 22 dicembre 2008

Giù le mani da Galileo



Con inaspettata puntualità e con pregevole tempismo e rapidità, il Papa Benedetto XVI ringrazia il nostro scienziato pisano Galileo Galilei, per le Sue opere e per il contributo fornito alla Scienza.
Peccato che lo stesso Papa, nel suo ringraziamento, ma si è trattato certamente di una piccola svista, di una dimenticanza perdonabile, dovuta alla sua età, o ai tanti impegni cui un Papa è costretto a far fronte, abbia dimenticato, tralasciato di sottolineare, di menzionare la piccola disavventura giudiziaria cui lo stesso Galileo andò incontro con la stessa Chiesa di cui egli ora è a capo.
Si trattò di una piccola bega giudiziaria, di un piccolo malinteso con la Santa Inquisizione, nel lontano 1633, che vide Galileo come imputato e ahimè anche condannato, ma per fortuna tutto si risolse felicemente e con soddisfazione dei partecipanti e contendenti, per mezzo della ammissione di colpa da parte dello stesso imputato e reo confesso. Si pensi che non si rese necessaria nemmeno l'applicazione della tortura, strumento allora molto in voga per ottenere le confessioni spontanee.
Certo chi era proprio vicino vicino allo scienziato pisano, sembra che Lo abbia sentito pronunciare, tra sè e sè e a bassissima voce, per non essere udito, la fatidica, nota frase "eppur si muove", a ribadire, in un estremo atto di orgogliosa e proterva affermazione di se stesso, la validità delle sue teorie. Ma si conosce e si tramanda il cattivo carattere di Galileo, accentuato dalla inoltrante senilità e tutto sommato questa frase, su cui si nutrono anche fondati dubbi, Gli può essere perdonata, a fronte dei grandi meriti scientifici che la Chiesa gli riconosce.
E bene ha fatto a tale proposito il Papa precedente a chiudere definitivamente il contenzioso con Galileo, nell'ormai lontano 1992, perdonandolo, a soli 359 anni di distanza, per le sue colpe e riabilitandolo agli occhi dei fedeli.
Con questo perdono e riabilitazione avvenuta, la Terra ora può liberamente ruotare attorno al Sole, come appunto aveva affermato Galileo, e può finalmente farlo sotto gli occhi di tutti senza dover temere ad ogni giro la scomunica da parte della Chiesa.
E il successore di Giovanni Paolo II, del Papa del perdono e della riabilitazione , è giunto addirittura a ringraziare Galileo per la Sua opera in campo scientifico. Peccato solamente per una piccola postilla, una aggiunta, forse un lapsus calami, dovuto sempre all'entusiasmo del momento e alla atmosfera natalizia, contenuta nelle stesse parole del papa, che ha affermato di essere grato a "tanti uomini e tante donne di Scienza che ci hanno fatto capire sempre meglio che le leggi della natura sono un grande stimolo a contemplare con gratitudine le opere del Signore".
Io non sono sicuro che questo fosse esattamente il pensiero di Galileo e di tanti altri uomini di Scienza, ma mi fido della infallibilità del Papa nella interpretazione del pensiero degli altri, però, se la mia senile memoria non mi tradisce, mi sembra di ricordare che, e solo poco tempo addietro, (vedi mio blog del 17 ottobre), lo stesso Papa si sia espresso, nei confronti degli uomini di Scienza, in termini leggermente diversi da quelli usati oggi per lodare Galileo:" La scienza moderna a volte segue solo il facile guadagno e tenta di sostituirsi al Creatore con arroganza, senza essere in grado di elaborare princìpi etici, mettendo in grave pericolo la stessa umanità....non sempre gli scienziati indirizzano le loro ricerche per il bene dell'umanità. Il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante.".
Possibile che il Papa non ricordasse quanto da lui stesso affermato solo poco tempo prima? Oppure per la Chiesa esistono scienziati buoni e scienziati cattivi, i primi che affermano ciò che è conforme con la dottrina della Chiesa stessa e i secondi, naturalmente, che affermano ciò che invece è in conflitto con questa?
Può esistere una Scienza buona e una cattiva?
Oppure la Scienza è vista sempre dalla Chiesa con timore e diffidenza, in quanto utilizza lo strumento della umana ragione, in conflitto spesso e contrasto con quello della fede?
Domenico Mazzullo

3 commenti:

Debborah ha detto...

" Potrei essere d'accordo, ma la mia risposta è : ma chi se ne frega ? "

Giusy iade ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giusy iade ha detto...

Solo oggi ho scoperto questo blog e sto leggendo con estremo piacere il maggior numero di (articoli ?) pubblicati, li trovo meravigliosi, brillanti, la verità è che non so quali aggettivi utilizzare per esprimere a parole il piacere che ne ricavo dalla lettura. Ora, cara D se non ti importa degli argomenti trattati perché li leggi? So benissimo che sono passati quattro anni e non avrò alcuna risposta, ma ho sentito il dovere, anzi no, il bisogno di esprimere tutta la mia ammirazione per il Dott. Mazullo e il mio disappunto per certi commenti.