mercoledì 18 marzo 2009

AIDS


Sappiamo ormai per certo tutti, che Papa Benedetto XVI è, per voce unanime, un grande teologo, anche se ancora non ho ben capito in cosa consista questa grandezza, ma sinceramente ignoravo che fosse anche un grande immunologo, infettivologo, virologo e perchè no, anche epidemiologo, alla luce delle strabilianti rivelazioni fatte da Questi in tema di AIDS, nel Suo viaggio in Africa, paese, come tutti sappiamo, flagellato crudelmente da questa pandemia.
"Il preservativo non serve contro l'AIDS, anzi addirittura può peggiorare il problema".
Questa la straordinaria rivelazione del Santo Padre, che fa piazza pulita e smentisce d'un sol colpo, quanto gli scienziati ci vanno dicendo da anni in tutte le lingue, in tutte le occasioni e in tutti i luoghi, comprese le scuole in apposite conferenze e corsi educativi per gli studenti.
Umanità, contrordine. Quanto Vi abbiamo detto fin ora e raccomandato, è assolutamente errato, falso, non vero, addirittura pericoloso e controproducente.
Usare il preservativo, unica arma certa e sicura contro l'epidemia di AIDS e le altre malattie sessualmente trasmesse è inutile e dannoso.
Questo è quanto il Santo Padre ha affermato a chiare note e con adamantina sicurezza e certezza alla popolazione del continente che offre un tributo altissimo a questa terrificante malattia.
Immagino certo, che gli studi teologici debbano aver fornito al Santo Padre materia e strumenti di profonda conoscenza e scienza, anche in ambito medico, epidemiologico, immunologico, se Egli è arrivato a tali strabilianti conclusioni, in apparente contrasto e palese opposizione a quanto la Medicina di tutto il mondo, fin ora ci ha raccomandato.
A meno che, e mi sorge perentorio l'interrogativo e il dubbio, le competenze in ambito teologico, non forniscano, automaticamente, de iure, competenze in tutti gli altri campi e ambiti dello scibile umano, compresa la Scienza, che altrimenti sarebbero riservate, solo ed esclusivamente, a chi di tali ambiti si occupa specificatamente e specialmente.
Ma nel momento stesso in cui mi assale questo dubbio, mi rendo conto di pensare e pronunciare banalità, essendo questo un problema che sussiste da secoli, da quando la Scienza si è arrogata, autonomamente il diritto di ragionare con la testa propria e di non essere più sottomessa alla Fede, ribellandosi ad una sudditanza fin lì accettata come naturale. Mi sovviene, mi torna alla mente una frase di un tal Galileo Galilei "eppur si muove", pronunciata con ipocrita arroganza, a bassa voce per non essere sentito, di fronte al Sant'Uffizio che lo aveva appena lasciato libero dopo la sua abjura.
E i tempi evidentemente non sono cambiati, se presunti scienziati, o sedicenti tali, si permettono di smentire ed entrare in contrasto con le parole del Santo Padre, il quale afferma a chiare lettere che il preservativo non serve. E se lo dice Lui possiamo e dobbiamo fidarci viste le Sue competenze
E naturalmente il Santo Padre, nel momento in cui ci spunta l'arma fallace del preservativo, nella quale avevamo fin qui creduto, ci fornisce invece una
veritiera e specifica soluzione, rivoluzionaria nella sua semplicità: "cure gratis per tutti i malati di AIDS".
Forse però il Santo Padre, in veste neonata, di immunologo-infettivologo-virologo-epidemiologo ha dimenticato, ma certamente si è trattato di un lapsus linguae, che ben diversa è la prevenzione di una malattia, in questo caso l'AIDS che si esercita con il preservativo, dalla cura, la terapia, di una malattia stessa che già ci ha colpito, che si esercita con cure, magari gratis ai già affetti da questa malattia. Si tratta di due momenti netti e distinti, differenti.
Ma è un piccolo trascurabile particolare, una lievissima dimenticanza, facilmente perdonabile a chi, come il Santo Padre, sia costretto ad occuparsi, oltre che della teologia, di tantissime altre cose, quali anche l'AIDS.
Domenico Mazzullo

lunedì 9 febbraio 2009

Eluana

La Chiesa:
"Dio li perdoni per tutto quello che le hanno fatto".

Dio perdoni la Chiesa per tutto quello che ha fatto, e continua a fare, anche ora, con queste parole.

Domenico Mazzullo

d.mazzullo@tiscali.it

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Silenzio

Cara Eluana,finalmente hai trovato la Tua pace.
Noi che ancora non la abbiamo trovata, ci stringiamo attorno a Tuo papà ringraziandoLo per ciò che ci ha insegnato, con la Sua determinazione, il Suo coraggio, il Suo rispetto e amore per Te.
Grazie di cuore.
Addio.
"Il filo è spezzato e l'uccello è volato via"
Herman Hesse

Domenico Mazzullo

d.mazzullo@tiscali.it

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domenica 8 febbraio 2009

Ancora su Eluana

Questo scritto è listato a lutto, perchè Eluana sta raggiungendo, finalmente, la Sua quiete, ma anche perchè la Sua vicenda dolorosa, divenuta troppo pubblica, è stata presa a pretesto per una lotta politica e mediatica, che nulla ha a che vedere con la Sua vita e la Sua morte, e segna, a mio parere, come altri episodi simili, definitivamente, la morte della Umanità, di quel sentire umano, di quel rispetto umano, di quella umana pietas, che sembra aver definitivamente abbandonato il "genere" che ancora orgogliosamente si autodefinisce "umano", senza più nulla avere delle sue prerogative.
Bene ha fatto il papà di Eluana, Beppino Englaro, ad invitare il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio a recarsi a Udine, per rendersi conto personalmente delle condizioni di Sua figlia. Ne riporto testualmente le parole perchè sono illuminanti ed educative per tutti noi." Sono il tutore di Eluana Englaro, ma in questo momento parlo da padre a padre, rivolgendomi al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire a Udine per rendersi conto di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà, che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento".
Parole che suonano come una ideale, dignitosissima risposta, a quanto detto dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e indirettamente rivolto al papà di Eluana:" A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi di mezzo una scomodità. Io al contrario non riuscirei a fare una cosa del genere con mia figlia. Non me la sentirei di staccare la spina. Capisco che sono 17 anni, ma perchè tanta fretta proprio ora?".
Io voglio sperare e mi auguro, che le parole di Silvio Berlusconi, siano "una voce di sen fuggita", perchè altrimenti sarei costretto a rimarcare la superficialità, l'arroganza e l'irriverenza, di chi pronuncia certe frasi ed esprime certi giudizi, senza avere piena e sofferta cognizione dei fatti e delle persone.
Io ho avuto modo di conoscere personalmente Beppino Englaro e di parlare a lungo con lui, in tempi non sospetti e quando la vicenda di Eluana non era ancora divenuta argomento di prima pagina dei giornali.
Non ho mai, ripeto mai, avuto il seppur minimo sospetto che Beppino Englaro fosse animato dal seppur minimo e recondito intento di togliersi di mezzo una scomodità, come invece sostiene il Presidente del Consiglio, Che certo ha mezzi e strumenti più appropriati dei miei, per valutarne le reali intenzioni.
Vorrei che Eluana trovi al più presto la Sua pace e che su di Lei cali un rispettoso silenzio, ma mi rendo conto che questo è un desiderio irrealizzabile.
Per fortuna, sulla questione abbiamo anche l'autorevole sentenza di Adriano Celentano, che senza esserne richiesto ha espresso il suo meditato giudizio.
Ne sentivamo il bisogno.
Domenico Mazzullo
d.mazzullo@tiscali.it
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martedì 3 febbraio 2009

Quiete


Eluana Englaro ha raggiunto questa mattina la casa di cura "La quiete" di Udine. Mi auguro e Le auguro di trovare finalmente lì la Sua quiete.
Sono allibito e agghiacciato dalle immagini raccapriccianti trasmesse ora dal Telegiornale, riguardanti il Suo trasferimento in ambulanza verso il luogo ove finalmente riuscirà a por fine, tranquillamente alla Sua non vita.
L'ambulanza è stata letteralmente assaltata, aggredita, a mo' di assalto alla diligenza, da un gruppo di facinorosi, scalmanati, criminali, che invece di rispettare il silenzio, il dolore, la dignità che questa situazione dovrebbe imporre, hanno cercato violentemente di arrestarne il viaggio verso la sua destinazione.
Viviamo in un paese civile? Sono abbondantemente adulto eppure, e ne sono contento, sono rimasto sconcertato, allibito,agghiacciato da queste immagini e dalla violenza dimostrata, dalla assoluta mancanza di comprensione e di rispetto da parte di questi fanatici idioti che mi fanno vergognare, ed è la prima volta, di essere italiano.
Fanno eco a questa dimostrazione di assurdo, idiota, ignorante fanatismo le parole della chiesa, in primis del cardinale Barragan."Fermate la mano assassina".
Si commentano da sole e provengono da un esponente di quella stessa chiesa che si è macchiata di crimini orrendi, quali l'inquisizione, i roghi degli eretici, il rogo di Giordano Bruno, il martirio dei patrioti Targhini e Montanari, di Angelo Brunetti detto Ciceruacchio e di Suo figlio Lorenzo di appena 13 anni, della persecuzione dei "perfidi ebrei", dei casi di pedofilia da parte di religiosi e di tanti altri delitti, ingiustizie e vessazioni, per le quali il vero miracolo è rappresentato dal fatto che dopo 2000 anni, ancora ci siano persone che credono in lei e che si uniformano ai suoi precetti.
L'unica parola che mi viene alla mente è VERGOGNA.
Domenico Mazzullo

martedì 27 gennaio 2009

Misericordia








Il Papa Benedetto XVI, coerentemente con i suoi principi e con la sua ideologia, ha revocato la scomunica ai vescovi ribelli, nominati da Lefebvre, compiendo un atto di misericordia, secondo quanto espresso dalla voce vaticana.
Questi sono fatti interni al Vaticano, che non comprendo, ma non mi riguardano e non mi interessano.
Però, guarda caso, tra i vescovi perdonati, dalla misericordia papale, c'è anche il vescovoRichard Williamson, che sarebbe rimasto un vescovo pressocchè sconosciuto ai più, se non fosse per il trascurabile particolare che questo alto prelato ora riammesso alla comunione, ha sempre negato e continua a negare l'Olocausto di sei milioni di ebrei e afferma che i forni crematori non sono mai esistiti e che sono il frutto di un abile fotomontaggio.
Per quanto riguarda le affermazioni del vescovo, io esorterei il Vaticano a organizzare, a proprie spese, un viaggio educativo, che io stesso ho compiuto, mediante il quale potrebbe vedere e toccare con mano quei forni crematori di cui nega l'esistenza, con tutti gli annessi e connessi, ma a titolo personale mi chiedo, come faccia il capo della chiesa cattolica a riammettere in seno a questa, un alto prelato che così evidentemente mistifica e nega una tragica, angosciosa realtà che pesa e peserà per sempre sulla coscienza della umanità.
Il Vaticano si difende e si è difeso dalle critiche, affermando che le posizioni e le affermazioni del vescovo negazionista, sono a titolo personale e non rispecchiano il punto di vista del Vaticano.
Ora mi sembra ridicolo, se non fosse tragico, che si permetta ad un alto esponente della chiesa di esprimere opinioni così offensive e così chiaramente false e tendenziose, trincerandosi dietro la debole e risibile affermazione che esse sono opinioni personali e non rispecchianti il punto di vista della chiesa.
A meno che, ma l'ipotesi mi fa orrore al solo pronunciarla, invece queste personalissime opinioni non siano piuttosto in linea con l'atteggiamento perennemente antisemita della chiesa cattolica, che una volta di più si manifesta nella sua squallida e offensiva chiarezza. La Storia insegna.
A proposito poi dell'atto di misericordia papale, mi sconcerta il fatto che questa straordinaria e onorevolissima misericordia, si sia rivolta a favore di vescovi ribelli, tra i quali quello prima menzionato e che nulla hanno fatto, o detto per essere perdonati e non si è per nulla mossa a compassione per concedere i funerali religiosi a Piergiorgio Welby reo di aver desiderato addirittura la morte, come liberazione da una vita divenuta per lui insopportabile.
Due pesi e due misure, si sarebbe detto una volta, ma i tempi sono cambiati.
Domenico Mazzullo

domenica 25 gennaio 2009

Arroganza

Il Vaticano, unica voce discordante, non si è unito al coro osannante di tutto il mondo per l'incoronazione di Barack Obama a Presidente degli USA, novello Messia dal quale ci si attende una miracolistica soluzione a tutti i problemi del pianeta.
I suoi primi provvedimenti in tema di aborto hanno suscitato le ire del Vaticano, i cui esponenti di maggior spicco si sono espressi con immediata, straordinaria, non abituale durezza, vista l'importanza da loro attribuita ai temi in questione.
Il presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita, mons. Elio Sgreccia ha detto testualmente:"Tra le tante cose buone che poteva fare, ha scelto la peggiore". Mentre l'attuale presidente in carica della Pontificia Accademia della Vita, mons. Rino Fisichella ha usato toni e parole ancora più dure e forti, tacciando e accusando il Presidente Obama "dell'arroganza di chi si crede nel giusto".
Evidentemente l'ineffabile mons. Fisichella affermando questo è implicitamente convinto, ma non arrogantemente, di essere assolutamente ed innegabilmente, lui, nel giusto.
Se ne deduce quindi che, per mons. Fisichella, inevitabilmente e incontrovertibilmente è arrogante chi esprime pareri e opinioni discordanti dal personalissimo"suo giusto".

Domenico Mazzullo
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