martedì 25 settembre 2007

Anoressia

Mi scrive il dottor Domenico Mazzullo, psichiatra:
"Sul problema inquietante dell'anoressia
vorrei fare una piccola precisazione: a mio
parere è importante chiarire che ne esistono due
forme, differenti nelle cause che danno
loro origine e nelle loro manifestazioni
cliniche e quindi nella
attribuzione di responsabilità".“Una anoressia primaria, la
più grave e spesso mortale.nella quale il gravissimo dimagramento
costituisce solol’ultimo anello di una catena,
la cui origine è psichica e risiede
in un disturbo della personalità in
cui compaiono, in maniera preponderante,·
la drammatica paura della sessualità e
quindi la paura di uscire dalla fase prepuberale.
Per questo le pazienti anoressiche, che
contrariamente a quanto si crede, soffrono tremendamente
la fame, ma esercitano un rigidissimo
autocontrollo su se stesse, rifiutano il
cibo per non crescere e quindi non diventare, in
ultima analisi, donne. Queste pazienti sono
sempre esistite in tutte le epoche storiche, anche
quando i canoni estetici femminili erano opposti
a quelli attuali, vedi ad esempio l'imperatrice
Sissi moglie di Francesco Giuseppe e la
stragrande maggioranza delle Sante della
Chiesa. Ben diverso è il caso della anoressia secondaria
e quindi conseguente ad altre patologie,
quali ad esempio la depressione, o ad altre
motivazioni anche di tipo culturale, o di
adesione alla moda dei tempi. È. infatti, il caso
di quelle modelle, o anche semplicemente delle
adolescenti, che desiderando appartenere ed
uniformarsi ad un modello estetico imperante,
si impongono rigide restrizioni alimentari
per dimagrire".
"In questo caso e solo in questo, è importante
esercitare una pressione su chi stabilisce e impone
modelli estetici estremi. Nulla a che fare
con le problematiche di personalità del primo
caso, in conflitto soprattutto con la sessualità”.
"Paradossalmente si potrebbe dire che le prime
anoressiche non desiderano apparire anzi desiderano
scomparire, se possibile...,e a volte ci
riescono, le seconde invece desiderano, all'opposto
'apparire' adeguate, in sintonia e in conformità
ai dettami della moda vigente. A mio
parere sarebbe opportuno tener ben presente
questa distinzione. per non rischiare di fare di
ogni erba un fascio ed essere imprecisi nella attribuzione di
responsabilità.
d.mazzullo@tiscali.it
Rispondo: dell’anoressia, in seguito all'atroce
morte di una top model, in questi giorni si sta
discutendo molto. Spesso a vanvera. So che ci
sono medici che ancora pensano che basti una
zolletta di zucchero, imposta forzosamente, per
scongiurare pericoli estremi... o per indurre a
ravvedimenti psicologici. Purtroppo non è così
sono grato all'amico Mazzullo per il SUO intervento
e i preziosi chiarimenti, le distinzioni e,
in particolare (per chi potesse pensare che si
tratti di una malattia moderna) per i riferimenti
storici.
href="mailto:cesare@lamescolanza.com">cesare@lamescolanza.com
Libero "Mister No" 29-11-2006

Nessun commento: