lunedì 24 settembre 2007

Bullismo

Caro Cesare,

torno a scriverti, dopo la mia lettera sul decreto Turco che gentilmente hai voluto pubblicare, riguardo ad un argomento che in qualche modo è ad esso connesso: il delinquere da parte di adolescenti e in special modo l’episodio avvenuto all’istituto Steiner di Torino.
Nella trasmissione televisiva “Domenica in” è stato intervistato il Preside dell’Istituto con la partecipazione di un Magistrato del Tribunale dei minori, un mio collega psichiatra, Alba Parietti e Sara Tommasi; spero di non aver dimenticato nessuno. Parallelamente, sul quotidiano “La Repubblica” è stato pubblicato un articolo con il titolo: “Video choc, sospesa tutta la classe si ribellano i genitori dei bocciati”. Questo dimostra l’attenzione, giustamente rivolta a tale fenomeno, in paurosa ascesa, ma m’induce ad alcune riflessioni.
Il Preside ha spiegato con molta calma, correttezza e professionalità i motivi e la logica del provvedimento di sospensione per tutto l’anno scolastico per gli autori materiali dell’ignobile gesto, corroborato dal Magistrato, che ha illustrato, anche sul piano giuridico, la natura e le finalità di provvedimenti punitivi nei confronti di minori.
Purtroppo, ma lo aspettavo, in questo clima di “buonismo” imperante, si sono levate voci discordanti che criticavano il provvedimento cui sarebbe conseguita come logica conseguenza la perdita dell’anno scolastico, perché troppo severo, ma addirittura controproducente sul piano educativo, alienando i giovani dall’ambito scolastico e costringendoli a ripetere l’anno di studi e proponendo, in sostituzione di questo e come migliore alternativa, una non meglio specificata attività di assistenza presso strutture per persone disabili.
Personalmente ritengo pericolosa, ingiusta e fortemente invece diseducativa una scelta che non commini una giusta pena a chi si è reso responsabile, in una età in cui non è più invocabile la beata e adoscenziale innocenza, un atto così ripugnante quale quello di approfittare della debolezza di un proprio compagno più infelice. Ritengo anche validissima la sanzione applicata alla classe intera, che pur non partecipando, ma senza opporsi, assisteva, forse anche divertita alla ignobile bravata. Le responsabilità dell’insegnante, presente in classe, sono da valutare, ma comunque pesantissime. Un percorso riabilitativo di assistenza a persone disabili può e deve seguire la giusta punizione, ma mai sostituirsi a questa. Dove le nostre azioni non sono illuminate da una coscienza morale interiore, deve supplire una certezza della pena come deterrente da azioni immorali. Per chi voglia saperne di più propongo la lettura, sempre piacevole di “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria, “Delitto e castigo” di Dostoevskij e “I miserabili” di Victor Hugo.
Ciò che non mi aspettavo e sinceramente ancor di più mi indigna è la reazione dei genitori dei sospesi, i quali, invece di vergognarsi per le mancanze dei loro figli e quindi anche loro, si accingono a presentare ricorso contro il provvedimento, come riportato dal quotidiano, e in particolare tra questi la madre della ragazza accusata di aver messo il video in rete, (con quali intenzioni lo lascio immaginare): ”Ci saremmo aspettati anche quattro mesi di sospensione…ma tagliarla fuori in questo modo, isolarla e privarla di ogni speranza mi sembra davvero troppo. Le stanno negando il futuro. E’ una scuola che sa soltanto punire”. Cosa possiamo aspettarci dai figli di genitori che si esprimono così?
Unica voce genitoriale discordante è quella del padre del ragazzo autistico, vittima delle affettuose attenzioni dei suoi compagni: “Perdono quei quattro ragazzi, anche se loro finora non hanno cercato il perdono della mia famiglia. Nessuno ha scritto o telefonato, nessuno ha voluto incontrare mio figlio”.
Dove è finita la solidarietà dei “Ragazzi di via Paal”, o di Garrone e gli altri del libro “Cuore”? Altri tempi. Anche il grande Umberto Eco ha scritto: “Elogio di Franti”.
Grazie per avermi ascoltato. Tuo Dom

Pubblicato su Libero "Mister No

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